artistiperlapace.org :: eventi : manifesto : Locarno 2002


Il manifesto


Il manifesto realizzato da Daniele Garbarino per gli artisti per la pace ha lo scopo di visualizzare, in forma grafica, il testo sottoscritto dai firmatari. Operazione non facile in quanto si trattava di dare forma, la più possibile neutra, ad un’idea condivisa da personalità eterogenee che operano in campi diversi e con diverse modalità esecutive.

L’idea di base è stata quella di visualizzare da una parte la drammaticità dell’evento e dall’altra la moltitudine degli aderenti. Garbarino ha così realizzato 13 bande orizzontali strappate e di color rosso, sopra e sotto le quali scorre il testo. All’interno di queste bande le firme autografe di alcuni aderenti.

Il rosso è il colore dell’urgenza, del fuoco e del sangue. Può essere espressione di vita ma nello stesso tempo, come in questo caso, con le sue lacerazioni, visualizzazione della morte. Il 13 d’altro canto può essere letto come sforzo incompiuto, reinizio di un qualcosa, di un avvenimento, che può non avere fine come l’eterna pena di Sisifo costretto a spingere un enorme masso in cima alla collina senza esito né sosta: sempre. Per questo nel manifesto non sono iscritti né la data, né il luogo, divenendo così atemporale, come le possibili guerre trascorse o quelle probabili future. Le firme autografe sono invece l’espressione del carattere individuale e della singola volontà che si confondono e si sommano nella collettività.

Testo ed immagine, poesia e pittura, riescono così magistralmente a fondersi, senza estetismi di sorta, per coniugare idea e linguaggio, sentimento e razionalità in una sorta di metacomunicazione coincidente di verbale e non verbale.

In questo senso ben si adattano le parole di Vincenzo Accame quando, nel 1973, scrive: “Scoprire i meccanismi (mentali) che portano il poeta a combinare una parola dopo l’altra, o il pittore a porre un segno accanto a un altro, vuol dire immaginare una nuova realtà. Quando il segno del pittore e il suono del musicista non sono ancora né segno, né suono, con la parola del poeta vengono allora ad assumere una particolare somiglianza. In quel punto, in quel momento, ancor tutto è possibile; prima che il segnale si distingua, si diversifichi in direzione del segno grafico, del suono, della parola, del gesto… Un intervento in questo punto, in questo preciso istante, in questo momento iniziale della creazione, incide direttamente sul linguaggio”.

- Fotografia 11.2002
- La RegioneTicino: Venti di guerra, eventi di pace
- Corriere del Ticino: Artisti schierati per la pace
- Giornale del Popolo: Tutti uniti per la pace a Casa Rusca
- Corriere del Ticino: Casa Rusca, uniti per la pace


 
Copyright © 2005 Pixelized.ch Sagl